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Località: Ferrara, Italy

giovedì, aprile 05, 2007

Innamorarsi a primavera...


...quando il ghiaccio del mattino comincia a trasformarsi in rugiada... e i prati all'alba sembrano alte maree di Swarovski che brillano al tiepido sole, primi segni di un risveglio totale, che profuma di fiori di campo... fuori i cardellini cantano l'amore... e pur se al mattino ancora fa freddo, il rimedio c'è, ed è stupendo... svegliarsi piano e sentir le gambe di lei, calde, sotto le coperte che sanno di noi... domenica mattina... e chi si alza più? baciarle la schiena, tra la paura e la voglia di svegliarla, per la gioia di ricominciare a vedere la luce degli occhi suoi, il loro profondo sorriso... e perdersi in un abbraccio, che dolcemente ti risveglia e insieme allontana la voglia di abbandonare quei tremetriquadri di felicità... la penombra dalle tende scure che proteggono da un sole troppo curioso, troppo invadente... di calore nella stanza ce n'è già: basta appoggiare una mano sul mio cuore... le passo una mano tra i capelli, la lascio scivolare su curve di pelle che il velluto più morbido del mondo non conoscerà mai... un bacio sul collo... un respiro lento e profondo, chè il cuore ancora non ha abbandonato il suo torpore... mi inebrio del suo profumo...
e ancora, da svegli, allungare il sogno con un bagno caldo, giocare con montagne di schiuma... tra montagne di schiuma... farsi chiamare dall'albergo per liberare la stanza... ma come, è già così tardi? e via, correre verso un meta improvvisata, che tanto non ha grossa importanza, anzi... meglio perdersi, che io negli occhi suoi già l'ho fatto... e trovare per caso gente cordiale, scambiare due chiacchiere davanti ad un buon bicchiere di vino, seduti a tavola di un'osteria, tra colline gentili... lunghi, paralleli, placidi filari di vite che ci sorridono, baciati dal sole, e avvolgono il nostro abbraccio, come foto d'altri tempi, come la campagna che mi racconta mio nonno, dove la serenità era un misto di sudore, fatica e semplici felicità... tesoro, ma perché dobbiamo rientrare? perché farci assalire dalle luci della città? voglio rimanere... ancora, ancora un po' ti prego, incosapevolmente abbandonato ad un mondo fatto solo di noi, rapito in un tuo abbraccio, stringerti ancora a me, sentire la tua testa che si abbandona sul mio petto, mentre lentamente chiudi gli occhi, alla ricerca di un po' di pace... come faccio, mio cuore... come mai potrò non innamorarmi questa primavera... e desiderare le tue labbra come viandante l'acqua dopo il deserto, le tue mani come la terra un candido manto di neve a proteggerla dal lungo inverno, i tuoi occhi come la luce chi non aspetta che l'alba per poter partire per un viaggio da troppo tempo atteso... tienimi la mano, piccola... stiamo per partire...

giovedì, ottobre 19, 2006

ancora non piove...


ci sono momenti in cui
anche se fuori c'è incredibilmente ancora il sole
e riesci a sentire il calore sulle guance quando esci dall'ombra
è nel cuore che l'autunno cresce...
quando manca serenità, come si fa a sorridere?
serve, forse, una maschera...
eppure com'è che di notte ti sogno ancora
i tuoi capelli di seta nera che avvolgono le stelle
e rendi così reale la mia fantasia?
com'è che di giorno
se penso ai tuoi occhi socchiudersi ridenti
il mondo rallenta
e ti vedo così vicina a me
anche se so che è solo illusione?
arriverà l'inverno
col suo freddo a gelare anche i pensieri
con i suoi intenti a rimandare tutto alla prossima primavera
con la sua quiete a sopire un poco i desideri
sotto un morbido manto di neve...
come il fuoco che diventa brace
e attende solo un sospiro
un po' d'ossigeno
prima di tornare vivo
ardere ancora di più
essere calore...

ancora non piove...

sabato, agosto 12, 2006

come fiori...


dopo un anno di lavoro, dedicare le proprie ferie per mettersi al servizio dei ragazzi e delle ragazze che hanno deciso di fare il camposcuola... le vacanze lontano dai genitori, per intenderci, le prime vacanze "da soli" per molti, in quell'età critica e piena di fermento che ci accompagna nell'adolescenza... i primi amori, quelli che non si scordano mai... la grande fatica di portare sulle spalle uno zaino a volte più grande di noi, e camminare, camminare, pioggia o sole non fa differenza: l'importante è la meta... raggiungerla è una sensazione indescrivibile di piacere, gioia, soddisfazione... e più la fatica sarà stata grande, e più grande sarà la felicità, i sorrisi che si distendono dopo ore di facce tirate dagli sforzi, le voci che si alzano a cantare...camminare, a un passo dal cielo, ascoltare ormai trent'enni i discorsi dei giovani d'oggi, tornare indietro con la mente, come in un film in bianco e nero, quando eravamo noi gli animati, e ricordare cosa c'era di più bello nel messaggio dei nostri animatori, cosa, a quasi vent'anni di distanza, ancora è vivo nei nostri cuori di quelle esperienze, cosa ancora ci accompagna, e cercare di donarlo a nostra volta ai nostri animati, ora che i "grandi" siamo noi... difficile compito... impegno costanza e dedizione, pazienza ascolto e sorrisi... donarsi, perché è stato bello per noi da piccoli, e se è vero che ci è piaciuto allora quale gioia più grande se non quella di metterci in gioco noi, ora, e continuare questa corrente infinita! perché raccogliere e tenere tutto per sè? non ha senso, dopo anni le emozioni sfumano come i colori del cielo al tramonto, se non si dà loro l'occasione di ricevere nuova linfa, una ventata d'aria fresca... fresca come questi giovani, così diversi da noi, così bisognosi di affetto e punti di riferimento in un mondo in cui le famiglie si sfaldano come neve al sole, in cui invece di fare sport si gioca alla playstation, un mondo dove i ragazzi non sanno più arrampicarsi sugli alberi, si stupiscono di come si possa fare la punta a una matita usando il coltellino invece di un temperino, dove le ragazze sono talmente abituate agli agi e le comodità che stanno perdendo il loro inimitabile sesto senso, non sanno trovare soluzioni a problemi facili (e non parliamo di matematica...), vanno in panico se si rompono un'unghia... e non si accorgono che, le unghie, non le hanno più... almeno, quelle per graffiare di sicuro no... mondo vacuo, c'è bisogno di tanto amore per riempirlo, ma bisogna trovare il coraggio di darlo!!! e allora vedremo di nuovo i giovani forti e sicuri di sè, pronti a spaccare il mondo, crescere come i fiori, più forti della neve d'inverno, impavidi al sole d'estate, in cammino verso le nuvole...

martedì, luglio 11, 2006

Solo un colore...

Grazie!

martedì, luglio 04, 2006

notte d'estate...


...tornare a casa la sera tardi, con la bicicletta della mamma, che ha quella sella tanto bassa che le ginocchia salgono talmente in alto che quasi ti sbattono nel mento, e sei costretto a pedalare con le gambe storte in fuori, che quasi quasi guidare una harley è più comodo... e fai mille pedalate e hai fatto solo 20 metri... in centro al paese la piazza insolitamente gremita, il torneo dei rioni dopo anni riaccende antiche rivalità alla luce dei lampioni presi d'assalto da zanzare e falene... le facce sono rosse e non solo per il caldo, cerchi refrigerio in una birra fredda e poi sudi il triplo di prima... la maglietta ti si appiccica alla pelle, l'afa della bassa non concede tregue... è fine giugno e si spera nella pioggia, tranne i contadini che fremono nel battere il grano, sembra facciano a gara... il giorno prima i campi sono distese dorate, poi ripassi e le sterpaglie bruciano al sole che manco fossero passate le cavallette... e mio padre che per due settimane buone gli tocca lavorare dall'alba al tramonto, senza pause, senza domeniche, a star dietro a questa rurale follia...
torni a casa, la dinamo del fanale non va e ti affidi agli ultimi lampioni... si sente il respiro della campagna, i grilli e il loro infinito frinire, colonna sonora di ogni estate, ricordo d'infanzia quando tutto sembrava una favola...
fa caldo, la bicicletta è un sollievo, l'aria fresca della notte ti accarezza... se solo avessi i capelli lunghi di mio fratello...
dire straits, sultan of swing, e un piccolo paese padano diventa un villaggio del mississipi, lo senti scorrere il fiume, ci sarà, laggiù, dietro l'argine, un nuovo corso, acqua bruna alla quale il cielo stellato regala i riflessi delle paillettes... le rane disturbano la quiete delle anatre, tra le canne in sponda al fiume cullate dalla dolce corrente... maledette zanzare, qui seduto sull'argine non si può stare... e allora via ancora, verso casa finalmente, domani farà ancora caldo... buonanotte luna, dal tetto di casa ti mando un bacio... grazie, grazie luna, se non ci fossi tu a volte...

sabato, maggio 20, 2006

notte di luna


ieri notte il ritorno a casa è stato più bello del solito: non avevo capelli dorati a fianco, nè occhi azzuri a farmi sognare... ma in cielo regnava silente un mezza luna rossa di una bellezza sconcertante...
pacata, si appoggiava quasi all'orizzonte, un po' stanca, chinata come su un dolce dondolo sul profilo regolare delle campagne... abbiamo condiviso un lento rincasare, una musica leggera, dei pensieri lontani...
mi ha fatto viaggiare sereno dopo una lunga giornata (e nottata) di lavoro, mi ha fatto pensare a un amico che parte, e che per un po' le sarà più vicina di noi (fortuna sua!), ad uno che prima o poi riabbraccierò, a quelli che di nuovo non vedo l'ora di rivedere perché non mi stanco mai...
gli alberi e gli argini, ingentiliti dal tenue rossore, erano una presenza quasi eterea a bordo della strada, e scivolavano via leggeri e veloci...
una volta giunto a casa, quasi senza accorgermene, un ultimo sguardo, un saluto complice: buonanotte, a presto...
il prima possibile...

martedì, maggio 02, 2006

ferrara...

ferrara
mia amata,
orgoglio ducale
infanzia di padre…
regina di biciclette,
e di antichi sapori,
ti prego non cambiare!
rimani così
discreta ed elegante
avvolta nella nebbia capace
di sfumare anche
i sentimenti…
concediti
agli sguardi
di turisti delicati,
proteggiti
avvolta
tra le mura silenti,
custodi di amori lontani,
e del tuo essere signora...
gli sguardi dei vecchi,
gli scorci di pietra,
stanchi,
restituiscono il fascino
del tempo che fu...
ferrara,
mia amata...
abbraccia i sorrisi
dei ragazzi del mondo,
sii culla
di diversi colori,
e assorta, un po’ sorniona,
facci sentire ancora una volta,
per sempre,
a casa…

domenica, aprile 16, 2006

pasqua, primavera...



un abbraccio a tutte le persone care, quelle che nel bene e nel male fanno la differenza nella vita...
a tutti gli amici passati, quelli che non si vedono da un po', quelli che sono presenti sempre...
a quelli nuovi, quelli che verranno, quelli ci accompagneranno per un po' nel nostro cammino e quelli che invece entreranno di prepotenza per poi non lasciarci più...
e benvenuta primavera... perché non si può pensare a Pasqua senza avere negli occhi l'immagine di un prato in fiore... di quelli perfetti per una scampagnata con gli amici: buona compagnia, tante risate, un supertele e due magliette a fare da porta ed ecco magicamente lo stadio da finale dei mondiali...
è primavera e si rivedono le prime minigonne, di quelle che ci fanno sognare, perdere la testa, rallentare in auto, girare la testa fino a farci venire il torcicollo... perché le ragazze in primavera sono tutte più belle, e inondano le nostre giornate di sorrisi e un tocco di malizia...
è primavera, e i ragazzini vanno in gita, di quelle che già ad ottobre non vedi l'ora, di quelle dove ci sono i primi casini di cuore, dove ti ammazzi il fegato di cointreau e vodka alla pesca, dove la notte non si dorme mai, e in pullman sempre con gli occhiali da sole per nascondere alla prof quello che sa già...
è primavera, e il cuore c'è solo per metà, l'altra chissà dove s'è persa, se è ancora nostra oppure non più...
è primavera e forse non c'è stagione più bella, perché siamo pieni di buoni propositi che manco a capodanno, perché i profumi ci accompagnano in luoghi lontani ma non al pensiero, perché se anche piove non c'è tristezza: appena smette il cielo sarà ancora più terso...
è primavera, e le chiese si riempiono di fiori d'arancio, le spose sembrano principesse, e quelle col pancione sono di una bellezza disarmante...
è primavera, e che bello sarebbe se non finisse mai...

martedì, aprile 04, 2006

GF? LF? MF? BS&TH!!!

Sembra proprio più forte di noi... non riusciamo a fare a meno dei reality: Grande Fratello, La Fattoria, Music Farm... una volta ci si faceva di LSD, ora invece ci si droga di telespazzatura!
Che tristezza vedere che la gente non aspetta altro che immedesimarsi in altrui vanità, come se abbia perso interesse della propria vita! Invece di stare coi propri cari, coi propri figli, con gli amici, o magari ritagliare un piccolo spazio ad un hobby dimenticato, o riprendersi la propria intimità... invece di tutto questo e mille altre cose, ci sono milioni di persone che si inebetiscono di fronte a show miserabili, che svuotano di significato la TV così parca di buoni autori negli ultimi anni, tanto che siam costretti a pagare a milionate (di euro) format esteri! Se all'inizio l'idea poteva essere interessante per la sua novità, ora si rasenta il ridicolo, anzi: il patetico...
Ma la vogliamo dare una sterzata alla nostra passiva quotidianità? Una bella ventata di allegria e spensieratezza no? Dobbiamo, una volta finito di piangerci addosso, rifarci guardando le altrui "disavventure"? A che pro? E poi insomma, i reality han perso fin troppo della patina di "vita vera spiata" che avevano al debutto per essere ancora credibili...
E quindi? Quindi io vi invito, per recuperare una TV migliore e una buona dose di sorrisi, a seguire le saghe di Bud Spencer e Terence Hill che Rete4 manda in onda ogni giovedì a fare da alternativa al Grande Fratello: erano davvero tempi spensierati ed ottimisti quelli dei nostri genitori, che per fortuna un po' hanno toccato pure a noi! E infatti quei film ormai sono come una vecchia foto, che ti fa rivivere bei ricordi d'infanzia, e anche se la conosci a memoria ogni volta riesce a regalarti qualche emozione... Evviva Bud Spencer e Terence Hill perché quante risate ci han fatto fare, perché le scazzottate erano più belle degli effetti speciali di oggi (e soprattutto, anni luce dal wrestling di oggi: ragazzini, guardatevi BS&TH!!!), perché c'era sempre un litigio che era come guardare me e mio fratello, perché c'erano sempre delle belle ragazze da aiutare e conquistare, perché c'era sempre quell'attore con la barba che come lo vedevi cominciavi già a ridere perché sapevi che ne avrebbe prese tante, ma tante!!! (per la cronaca, si chiama Riccardo Pizzuti...). Del resto, provate un po' ad ascoltare qualche canzone delle colonne sonore (bellissime) degli Oliver Onions che sono così ben raccolte insieme a tante altre chicche qui. Io vi consiglio fortemente "Plata & Salud" dal juke-box 2... poi ditemi se non vi fa pensare ad atmosfere forse perdute, ma belle anche solo da sognare! A chi riesce poi ad associare la canzone alla scena del film, un sorriso e una certa invidiosa nostalgia non potrà non salire...

giovedì, marzo 23, 2006

esploratori d'ombre

vorrei fare un plauso sincero ed ammirato a questi due signori qui...



chi sono? si chiamano Mike Horn (dx) e Borge Ousland (sx), rispettivamente svizzero e sudafricano... non so se avete avuto modo di leggere qualcosa su di loro, ma personalmente ritengo siano due uomini speciali: hanno avuto la bella idea di raggiungere il polo Nord a piedi, trainando una slitta ciascuno da 160Kg, senza assistenza alcuna. no caldi checkpoint da raggiungere, no elicotteri che sganciano fiorentine e chianti dal cielo, nulla: l'unica tecnologia di rilievo che avevano con sè era un telefono satellitare per comunicare a casa l'andamento della passeggiata. qui trovate il sito ufficiale della spedizione, con alcune foto davvero notevoli: sono i primi che fanno questa traversata durante l'inverno polare...
ma non volevo fermarmi ora su discorsi retorici di coraggio o venali di sponsors ingordi.
volevo semplicemente provare a pensare cosa ti passa per la testa mentre a -50°C cammini nel buio, la fatica, il freddo, lo spossamento, il ghiaccio too thin, i polar bears e tutto il resto. cosa può arrivare a spingerti ancora avanti, dove andare a pescare le forze, dove trovare la volontà quando sai che domani sarà come oggi, più vicini ma più stanchi... quanto nell'animo più profondo riesci a scavare, in quelle condizioni...
penso, anzi, ne sono convinto, che al di là di tutto la prima cosa di cui questi due uomini sono stati esploratori non sia il limite umano di prestazione fisica, ma la più profonda ed interiore intimità... mi piacerebbe far due chiacchiere con voi: la cioccolata in tazza bollente ve la offrirei volentieri, in cambio di un po' di emozioni forti...
bravi.