Innamorarsi a primavera...

...quando il ghiaccio del mattino comincia a trasformarsi in rugiada... e i prati all'alba sembrano alte maree di Swarovski che brillano al tiepido sole, primi segni di un risveglio totale, che profuma di fiori di campo... fuori i cardellini cantano l'amore... e pur se al mattino ancora fa freddo, il rimedio c'è, ed è stupendo... svegliarsi piano e sentir le gambe di lei, calde, sotto le coperte che sanno di noi... domenica mattina... e chi si alza più? baciarle la schiena, tra la paura e la voglia di svegliarla, per la gioia di ricominciare a vedere la luce degli occhi suoi, il loro profondo sorriso... e perdersi in un abbraccio, che dolcemente ti risveglia e insieme allontana la voglia di abbandonare quei tremetriquadri di felicità... la penombra dalle tende scure che proteggono da un sole troppo curioso, troppo invadente... di calore nella stanza ce n'è già: basta appoggiare una mano sul mio cuore... le passo una mano tra i capelli, la lascio scivolare su curve di pelle che il velluto più morbido del mondo non conoscerà mai... un bacio sul collo... un respiro lento e profondo, chè il cuore ancora non ha abbandonato il suo torpore... mi inebrio del suo profumo...
e ancora, da svegli, allungare il sogno con un bagno caldo, giocare con montagne di schiuma... tra montagne di schiuma... farsi chiamare dall'albergo per liberare la stanza... ma come, è già così tardi? e via, correre verso un meta improvvisata, che tanto non ha grossa importanza, anzi... meglio perdersi, che io negli occhi suoi già l'ho fatto... e trovare per caso gente cordiale, scambiare due chiacchiere davanti ad un buon bicchiere di vino, seduti a tavola di un'osteria, tra colline gentili... lunghi, paralleli, placidi filari di vite che ci sorridono, baciati dal sole, e avvolgono il nostro abbraccio, come foto d'altri tempi, come la campagna che mi racconta mio nonno, dove la serenità era un misto di sudore, fatica e semplici felicità... tesoro, ma perché dobbiamo rientrare? perché farci assalire dalle luci della città? voglio rimanere... ancora, ancora un po' ti prego, incosapevolmente abbandonato ad un mondo fatto solo di noi, rapito in un tuo abbraccio, stringerti ancora a me, sentire la tua testa che si abbandona sul mio petto, mentre lentamente chiudi gli occhi, alla ricerca di un po' di pace... come faccio, mio cuore... come mai potrò non innamorarmi questa primavera... e desiderare le tue labbra come viandante l'acqua dopo il deserto, le tue mani come la terra un candido manto di neve a proteggerla dal lungo inverno, i tuoi occhi come la luce chi non aspetta che l'alba per poter partire per un viaggio da troppo tempo atteso... tienimi la mano, piccola... stiamo per partire...









