esploratori d'ombre
vorrei fare un plauso sincero ed ammirato a questi due signori qui...

chi sono? si chiamano Mike Horn (dx) e Borge Ousland (sx), rispettivamente svizzero e sudafricano... non so se avete avuto modo di leggere qualcosa su di loro, ma personalmente ritengo siano due uomini speciali: hanno avuto la bella idea di raggiungere il polo Nord a piedi, trainando una slitta ciascuno da 160Kg, senza assistenza alcuna. no caldi checkpoint da raggiungere, no elicotteri che sganciano fiorentine e chianti dal cielo, nulla: l'unica tecnologia di rilievo che avevano con sè era un telefono satellitare per comunicare a casa l'andamento della passeggiata. qui trovate il sito ufficiale della spedizione, con alcune foto davvero notevoli: sono i primi che fanno questa traversata durante l'inverno polare...
ma non volevo fermarmi ora su discorsi retorici di coraggio o venali di sponsors ingordi.
volevo semplicemente provare a pensare cosa ti passa per la testa mentre a -50°C cammini nel buio, la fatica, il freddo, lo spossamento, il ghiaccio too thin, i polar bears e tutto il resto. cosa può arrivare a spingerti ancora avanti, dove andare a pescare le forze, dove trovare la volontà quando sai che domani sarà come oggi, più vicini ma più stanchi... quanto nell'animo più profondo riesci a scavare, in quelle condizioni...
penso, anzi, ne sono convinto, che al di là di tutto la prima cosa di cui questi due uomini sono stati esploratori non sia il limite umano di prestazione fisica, ma la più profonda ed interiore intimità... mi piacerebbe far due chiacchiere con voi: la cioccolata in tazza bollente ve la offrirei volentieri, in cambio di un po' di emozioni forti...
bravi.

chi sono? si chiamano Mike Horn (dx) e Borge Ousland (sx), rispettivamente svizzero e sudafricano... non so se avete avuto modo di leggere qualcosa su di loro, ma personalmente ritengo siano due uomini speciali: hanno avuto la bella idea di raggiungere il polo Nord a piedi, trainando una slitta ciascuno da 160Kg, senza assistenza alcuna. no caldi checkpoint da raggiungere, no elicotteri che sganciano fiorentine e chianti dal cielo, nulla: l'unica tecnologia di rilievo che avevano con sè era un telefono satellitare per comunicare a casa l'andamento della passeggiata. qui trovate il sito ufficiale della spedizione, con alcune foto davvero notevoli: sono i primi che fanno questa traversata durante l'inverno polare...
ma non volevo fermarmi ora su discorsi retorici di coraggio o venali di sponsors ingordi.
volevo semplicemente provare a pensare cosa ti passa per la testa mentre a -50°C cammini nel buio, la fatica, il freddo, lo spossamento, il ghiaccio too thin, i polar bears e tutto il resto. cosa può arrivare a spingerti ancora avanti, dove andare a pescare le forze, dove trovare la volontà quando sai che domani sarà come oggi, più vicini ma più stanchi... quanto nell'animo più profondo riesci a scavare, in quelle condizioni...
penso, anzi, ne sono convinto, che al di là di tutto la prima cosa di cui questi due uomini sono stati esploratori non sia il limite umano di prestazione fisica, ma la più profonda ed interiore intimità... mi piacerebbe far due chiacchiere con voi: la cioccolata in tazza bollente ve la offrirei volentieri, in cambio di un po' di emozioni forti...
bravi.

