come fiori...

dopo un anno di lavoro, dedicare le proprie ferie per mettersi al servizio dei ragazzi e delle ragazze che hanno deciso di fare il camposcuola... le vacanze lontano dai genitori, per intenderci, le prime vacanze "da soli" per molti, in quell'età critica e piena di fermento che ci accompagna nell'adolescenza... i primi amori, quelli che non si scordano mai... la grande fatica di portare sulle spalle uno zaino a volte più grande di noi, e camminare, camminare, pioggia o sole non fa differenza: l'importante è la meta... raggiungerla è una sensazione indescrivibile di piacere, gioia, soddisfazione... e più la fatica sarà stata grande, e più grande sarà la felicità, i sorrisi che si distendono dopo ore di facce tirate dagli sforzi, le voci che si alzano a cantare...camminare, a un passo dal cielo, ascoltare ormai trent'enni i discorsi dei giovani d'oggi, tornare indietro con la mente, come in un film in bianco e nero, quando eravamo noi gli animati, e ricordare cosa c'era di più bello nel messaggio dei nostri animatori, cosa, a quasi vent'anni di distanza, ancora è vivo nei nostri cuori di quelle esperienze, cosa ancora ci accompagna, e cercare di donarlo a nostra volta ai nostri animati, ora che i "grandi" siamo noi... difficile compito... impegno costanza e dedizione, pazienza ascolto e sorrisi... donarsi, perché è stato bello per noi da piccoli, e se è vero che ci è piaciuto allora quale gioia più grande se non quella di metterci in gioco noi, ora, e continuare questa corrente infinita! perché raccogliere e tenere tutto per sè? non ha senso, dopo anni le emozioni sfumano come i colori del cielo al tramonto, se non si dà loro l'occasione di ricevere nuova linfa, una ventata d'aria fresca... fresca come questi giovani, così diversi da noi, così bisognosi di affetto e punti di riferimento in un mondo in cui le famiglie si sfaldano come neve al sole, in cui invece di fare sport si gioca alla playstation, un mondo dove i ragazzi non sanno più arrampicarsi sugli alberi, si stupiscono di come si possa fare la punta a una matita usando il coltellino invece di un temperino, dove le ragazze sono talmente abituate agli agi e le comodità che stanno perdendo il loro inimitabile sesto senso, non sanno trovare soluzioni a problemi facili (e non parliamo di matematica...), vanno in panico se si rompono un'unghia... e non si accorgono che, le unghie, non le hanno più... almeno, quelle per graffiare di sicuro no... mondo vacuo, c'è bisogno di tanto amore per riempirlo, ma bisogna trovare il coraggio di darlo!!! e allora vedremo di nuovo i giovani forti e sicuri di sè, pronti a spaccare il mondo, crescere come i fiori, più forti della neve d'inverno, impavidi al sole d'estate, in cammino verso le nuvole...

